Per le vacanze estive porta un libro con te

 

Quando Dio è contento
Il segreto della felicità
di Pippo Corigliano
 
Tolstoj affermava che «il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa». E come lui in molti si sono chiesti quale fosse la «ricetta» per una vita felice. Ma forse una verità così profonda, va cercata nel cuore di ciascuno, chiamato a vivere una vita piena e feconda al di là dei miraggi (denaro e potere, sesso e apparenza) che oggi la società tende a inseguire. Pippo Corigliano in queste pagine, ripercorre gli incontri e le scelte che hanno segnato la sua esperienza, in un viaggio alla scoperta delle persone davvero felici che ha incontrato: non solo i suoi «maestri», Giovanni Paolo II e Josemaría Escrivà, ma uomini e donne che, in famiglia e sul lavoro, sono capaci di prendersi cura di chi hanno intorno. Solo chi sa davvero voler bene, infatti, può aspirare a essere felice, perché la sua felicità si rispecchia nel dono che fa di sé agli altri. Realmente felice - ci dice in definitiva Corigliano - è chi vede nel mondo intorno a sé il compito perfetto che in esso è chiamato a svolgere, un compito d’amore. Allora tutto assume un sapore diverso e i «momenti del cuore», gli istanti di più intensa gioia, diventano quelli condivisi con gli amici, giacché solo «quando sono aperto alla grande felicità sono anche capace di apprezzare appieno le piccole felicità, quelle piccole gioie alla portata di tutti che ora, però, cambiano di valore».

Pagg. 115 - € 17,50
Casa Editrice: Mondadori
Via Mondadori, 1 - 20090 Segrate (MI)
www.librimondadori.it   stampalibri@mondadori.it

 

         

Malaparte
Vite e leggende
di Maurizio Serra
 
Nazionalista e cosmopolita. Pacifista e bellicista. Elitista e populista. Scrittore politico dalla prosa essenziale e romanziere dall’immaginazione barocca. Mitomane, esibizionista, gelido dandy che flirta con fascismo, marxismo e anarchia, attratto di volta in volta dall’Italia di Mussolini, dall’Urss di Stalin, dalla Cina di Mao e dall’imperialismo americano. Seduttore inveterato, esibizionista, “camaleonte” pronto a servire (e a servirsi di) ogni potere. Tutto e il contrario di tutto, in apparenza, Curzio Suckert detto Malaparte (1898-1957) sfidò solitario le convenzioni della sua epoca. Oggi questa poderosa biografi a di Maurizio Serra - basata su un’ampia documentazione, su corrispondenze e testimonianze anche inedite - ci restituisce le sfaccettature di una vicenda umana e letteraria che non può ridursi ai luoghi comuni che ne hanno imprigionato la memoria. Emerge così la modernità di un Malaparte visionario interprete della decadenza europea, che non smette di stupire perché aveva, potente e inconfessato, il gusto dello scacco: «Malaparte o le disavventure di Narciso».

Pagg. 592 - € 25,00
Casa Editrice: Marsilio
Marittima - Fabbricato 205 - 30135 Venezia
Tel. 041/2406511   Fax:041/5238352
www.marsilioeditori.it   info@marsilioeditori.it

 

 

Per una storia dell'eugenetica
Il pericolo delle buone intenzioni
di Lucetta Scaraffia
 
L’eugenetica non è solo una teoria scientificamente controversa che ha dato luogo, in molti casi, a una pratica biopolitica crudele. È piuttosto un importante orientamento culturale - messo in luce in queste pagine da Lucetta Scaraffi a e Oddone Camerana - che ha segnato la nascita della divulgazione scientifica e di nuove élites intellettuali, gli scienziati, protagonisti o collaboratori indispensabili di proposte politiche. Un movimento la cui presenza, sommessa ma tenace, si ritrova anche nella letteratura dell’Otto e Novecento: in molte opere, e non solo nei libri (anche di narrativa) dedicati a temi eugenetici, come sottofondo discreto ma persistente. Dal suo legame con la modernità è impossibile prescindere, anche per chi vorrebbe cancellare ogni ricordo dell’eugenetica come se fosse stata solo prerogativa del nazismo. Per questo l’eugenetica, di cui si cerca qui di ricostruire, a due voci, il profilo storico e letterario, rappresenta anche oggi una trama culturale viva, con cui dobbiamo fare i conti.

Pagg. 320 - € 25,00
Casa Editrice: Morcelliana
Via Gabriele Rosa, 71 - 25121 Brescia
Tel. 03046451   Fax:0302400605
http://www.morcelliana.it   direzione.editoriale@morcelliana.it

 

 

Emma Bonino dagli aborti al Quirinale?
Come si diventa un'icona laica della modernità e del potere
di Danilo Quinto, prefazione di Gianfranco Amato
 
Questo libro è un vademecum per far carriera. Dimostra che non è difficile passare da una fattoria delle campagne di Bra (Cuneo) all’olimpo dell’establishment mondiale. Si inizia a fare aborti “con una pompa di bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell’utero. Io uso – spiega Emma Bonino al settimanale Oggi, nel 1975 - un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari, anzi è un buon motivo per farsi quattro risate”. Dopo gli aborti, viene l’elezione in Parlamento, nel 1976, dove si rimane fino al 2013, con un intermezzo di 5 anni da Commissaria europea. Si gira il mondo a frequentare i potenti della terra. Da Hillary Clinton a George Bush. Da George Soros a Madeleine Albright. Si partecipa alle riunioni del Gruppo Bildeberg. Si ricevono prestigiosi premi internazionali per l’affermazione dei diritti umani e si fanno campagne per l’eutanasia. Alla fine, si può anche diventare Presidente della Repubblica.

Pagg. 112 - € 11,00
Casa Editrice: Fede&Cultura
Viale della Repubblica, 15/16 - 37126 Verona
Tel. 045/941851   Fax: 045/9251058
www.fedecultura.com   edizioni@fedecultura.com

 

 

Vita, ragione, dialogo
Scritti in onore di Elio Sgreccia
 
Una testimonianza culturale di amicizia, condivisione, gratitudine. Autorevoli studiosi e docenti rendono omaggio al maestro di bioetica, riconosciuto a livello internazionale, fondatore di una Scuola di alto prestigio e diffuso apprezzamento. Nell'orizzonte di senso offerto dalla grande significanza del pensiero e dell'insegnamento di Elio Sgreccia, si rileva tangibilmente cio' che fonda da sempre il suo operare: virtuosa armonia tra rigore intellettuale e fortezza spirituale, lungimiranza progettuale e inesauribile entusiasmo, delicatezza relazionale e sobrieta' rappresentativa, indefettibile amore per la verità e incessante apertura al dialogo. Scritti tra gli altri di: Carlo Bellieni, Paola Binetti, Carlo Casini, Francesco D'Agostino, Bruno Dallapiccola, Giuseppe Dalla Torre, Maria Luisa Di Pietro, Luca Diotallevi, Gonzalo Miranda, Dino Moltisanti, Andrea Nicolussi, Daniela Notarfonso, Lorenzo Ornaghi, Laura Palazzani, Gino Passarello, Adriano Pessina, Lucio Romano, Davide Rondoni, Giovanni Russo, Dario Sacchini, Antonio Tarantino, Corrado Viafora, Lorenza Violini.

Pagg. 568 - € 25,00
Casa Editrice: Cantagalli
Via Massetana Romana, 12 (C. P. 155) - 53100 Siena
Tel. 0577/42102  Fax: 0577/45363
www.edizionicantagalli.com   cantagalli@edizionicantagalli.com

 

 

Lo strano caso di Fini e il suo doppio nell'Italia che cambia
Tutte le anomalie della XVI legislatura e oltre
di Paolo Armaroli
 
Con rigore scientifico e stile accattivante Paolo Armaroli ricostruisce le tante anomalie della passata legislatura: dalle due parti in commedia recitate da Fini, presidente della Camera e capopartito, agli “straordinari” ai quali è costretto Napolitano per sostenere le istituzioni, dal preannuncio di dimissioni dei governi Berlusconi e Monti, anticipatrici di quelle del Papa, a un Parlamento sempre più svuotato di potere dai decreti legge e dalla legislazione delegata. Come gli esami di Eduardo, da noi le anomalie non finiscono mai. Con la nuova legislatura inaugurata il 15 marzo siamo sprofondati dal transitorio nel precario, perché il bipolarismo non tiene più. E nei palazzi romani si aggira lo spettro di Weimar. Come nella Germania tra le due guerre, instabilità ministeriale e scioglimenti parlamentari anticipati possono condannare a morte la nostra fragile democrazia. E ancora una volta il Quirinale è chiamato a trovare la chiave del rebus della governabilità. Mentre Renzi medita la rivincita. Di qui la metamorfosi di una Repubblica nata parlamentare e inconsapevolmente diventata di fatto presidenziale per l’inconcludenza della classe politica. Grillo compreso.

 

Pagg. 240 - € 18,00
Casa Editrice: Mauro Pagliai
Via Livorno, 8/32 - 50142 Firenze
Tel. 055/737871  Fax 055/7378762
http://www.mauropagliai.it   info@mauropagliai.it

 

 

Contro i papà
Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli
di Antonio Polito
 
I giovani italiani non sono da record? Falso, un primato ce l’hanno: quasi venti su cento non fanno assolutamente nulla, e nemmeno ci provano, dato che ufficialmente non lavorano, non studiano, non stanno apprendendo un mestiere. Colpa loro? In parte sì. Ma soprattutto colpa dei padri, o meglio dei papà teneri. A scuola facevano i compiti al posto dei figli, una volta cresciuti cercano loro un impiego tramite amici e parenti. Per loro difendono a spada tratta il valore legale della laurea, che rende equivalenti i titoli di studio sudati in atenei severi e prestigiosi a quelli ottenuti a poco prezzo, in Italia o all’estero. E persino l’inevitabile dipartita del genitore serve da deterrente al lavoro, dato che tra i molti motivi per cui i rampolli italiani ammuffiscono sul divano del salotto c’è anche “l’eredità attesa”: più puoi contare su quello che ti lascerà la famiglia, meno ti darai da fare. Con questa mentalità stanno crescendo, coccolati, viziati, convinti a suon di giustificazioni e “diritti” che il successo e il benessere non si conquistano, ma sono dovuti. In questo lucido attacco agli errori educativi di un’intera generazione, la sua, Antonio Polito suona la sveglia per tutti i cosiddetti “papàorsetto”. Analizza il fallimento del modello “permissivista” e indica l’unica via d’uscita: un nuovo senso della responsabilità, del dovere, della conquista e della rinuncia.

Pagg. 160 - € 14,00
Casa Editrice: Rizzoli
Via Mecenate, 91 - 20138 Milano
Tel. 02/50951
 http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/   ufficiostamparcs@rcs.it

 

 

L'industria della carità
Da storie e testimonianze inedite il volto nascosto della beneficenza
di Valentina Furlanetto, prefazione di Alex Zanotelli
 
Questo libro racconta un mondo, quello della solidarietà, di cui non si sa abbastanza. Tra sms che salvano, adozioni a distanza, partite del cuore, campagne televisive, azalee e arance benefiche, quanti milioni di euro raccolti arrivano a chi ha bisogno? La risposta che viene fuori dalle testimonianze di cooperanti italiani e internazionali e dai più recenti dati di bilancio (quando sono disponibili: in Italia non c'è l'obbligo di pubblicare un vero e proprio bilancio economico-finanziario) è che tra profit e non profit c'è ormai poca differenza. Migliaia di associazioni sono in lotta una contro l'altra per i fondi, quelle più grandi spendono milioni per promuoversi e farsi conoscere, intanto le più piccole sono schiacciate dalla concorrenza. Gli stipendi dei manager del settore non profit sono ormai uguali a quelli delle multinazionali (la buonuscita milionaria di Irene Khan, ex segretario generale di Amnesty International, è solo la punta dell'iceberg). Ma i soldi non sono che una parte della questione, c'è molto altro da sapere. Che fine fanno i vestiti che lasciamo ai poveri? Come funziona il sistema delle adozioni internazionali? E il commercio equo e solidale? La filantropia ha fatto cose importanti, ma è anche il simbolo del fallimento della politica. Gli esseri umani non dovrebbero dipendere dalla generosità di altri. Se poi questa generosità diventa un business è importante raccontarlo per impedire che qualcuno si arricchisca sulla buona fede dei donatori.

Pagg. 272 - € 13,90
Casa Editrice: Chiarelettere
Via Melzi d'Eril, 44 - 20154 Milano
Tel. 02/00649632
www.chiarelettere.itinfo@chiarelettere.it

 

 

La parabola dell'Ulivo
1994 - 2000
di Gerardo Bianco, conversazione con Nicola Guiso, postfazione di Piero Craveri
 
Tra le culture politiche che hanno sorretto l’esperienza politica della Repubblica quella dei cattolici democratici avrebbe certamente potuto dare un contributo politico nella fase di transizione apertasi con il 1992. Meno ideologica, più fondata su semplici principi di socialità, essa aveva dalla sua una lunga esperienza capace di coniugare i problemi del mercato con la solidarietà sociale, forte di un senso concreto dell’azione politica, di un empirismo senza vincolo ideologico, di volta in volta meditato. L’aver abbandonato questa premessa di capacità di sintesi è stato un inutile cedere alla radicalizzazione della lotta politica, che ha impoverito così tanto la capacità di pensiero e di azione pubblica. Bianco ci racconta la storia di una sconfitta in cui il senso della storia è andato oltre senza lasciare riferimenti. E su questi presupposti occorrerà tornare a riflettere se si vogliono aprire nuove prospettive politiche. (Piero Craveri)

Pagg. 326 - € 18,00
Casa Editrice: Rubbettino
Viale Rosario Rubbettino, 8 - 88049 Soveria Mannelli (CZ)
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