Perseverare nei valori della cooperazione

Intervento del Presidente dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
Cavaliere Emilio Zanetti al Convegno “Le Banche Popolari nel nuovo millennio”

Cav. Emilio Zanetti

Il Credito Popolare, un modello vincente di banca

Giuseppe De Lucia Lumeno

La politica è stata incapace di coniugare rigore e crescita

Cav. Emilio Zanetti

Capitalismo finanziario e democrazia

intervista al professore James Galbraith

Il Credito Popolare ha dimostrato dalla sua nascita sino ad oggi di aver saputo accompagnare e sostenere anche, e soprattutto nei periodi di crisi come quello attuale, le famiglie e le piccole e medie imprese e, più in generale, lo sviluppo dell’articolata struttura economica nazionale. Questo perché l’impegno e l’attenzione del Credito Popolare verso le economie locali non è legato alle fluttuazioni del ciclo o a politiche di breve periodo, ma appartiene ad un patto di lungo termine con le realtà locali di cui è espressione.
            I dati lo confermano: tra il 2008 e il 2012 nel corso della recessione, le Banche Popolari hanno erogato nuovi finanziamenti alle piccole e medie imprese per oltre 150 miliardi di Euro, ammontare analogo a quello dei quattro anni precedenti in cui la congiuntura economica era favorevole.
            E ciò è avvenuto grazie ai loro molteplici punti di forza inscindibilmente connessi alla forma cooperativa: la radicata e capillare presenza sul territorio, gli assetti proprietari che riflettono le prevalenti componenti economiche e professionali nell’area di insediamento e che consentono, grazie al voto capitario, la partecipazione paritaria e attiva di tutti i soci, la costante valorizzazione del capitale umano.
            Questo fa della cooperativa la forma, ad oggi, più evoluta di capitalismo democratico nella quale il socio conta per il valore intrinseco delle idee e delle proposte di cui è portatore e non per il peso economico della sua partecipazione al capitale. Nonostante l’acuirsi della crisi, dunque, la forma cooperativa di imprese tiene pur con sforzi notevoli e sopportando costi molti alti.
            Parlare del passato e del presente è certamente molto più facile che parlare del futuro, denso di incognite e nuove sfide, la realtà bancaria e gli scenari economici sono in incessante cambiamento e la crisi sembra non finire mai.
            Per uscirne bisogna perseverare nei valori che sono propri della cooperazione in un modo di fare impresa che in oltre 150 anni ha ideato, sperimentato e migliorato nel tempo strumenti che rappresentano oggi veri benchmark per tutte le imprese: la responsabilità sociale, la leadership allargata, il reinvestimento delle risorse generate, il fare sistema tra imprese.
            Per questo oltre 500 docenti delle università italiane con un Manifesto su “La Cooperazione un patrimonio del Paese da tutelare e valorizzare” hanno, fra l’altro, evidenziato che “Le cooperative sono un patrimonio del Paese, un motore dello sviluppo economico e di crescita sociale, contribuiscono alla nascita dell’imprenditoria, soprattutto giovanile, e alla valorizzazione delle qualità imprenditive e innovative delle persone cruciali al mantenimento di un ruolo rilevante del nostro Paese nell’economia mondiale”.
            Continuare a concentrarsi con competenza e dedizione nei territori di insediamento valorizzando quel rapporto interpersonale che è sempre stato il punto di forza delle nostre banche costituisce un sicuro passaporto per il futuro.

 

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