Tunisia: un'opportunità per le imprese italiane

Intervista a Habib Achour, Ambasciatore della Tunisia in Italia



All’inizio di questo 3° Millennio, assistiamo ad una vera e propria accelerazione della storia e degli avvenimenti economici che diventano, per via della globalizzazione, la preoccupazione di tutti. Come reagisce la Tunisia a questi cambiamenti?

Il mondo ha conosciuto, negli ultimi mesi, rapidi avvenimenti  e maggiori e complesse sfide: caduta della capitalizzazione di borsa, crollo dell’andamento del petrolio, abbattimento dei prezzi delle materie prime, indebitamento delle imprese, esplosione della bolla immobiliare e timore delle banche. Ciò si è tradotto in una grave crisi che ha pesantemente toccato la maggior parte delle economie dei paesi industrializzati. Da parte sua, la Tunisia ha prontamente valutato la gravità di questa crisi. Già nel dicembre 2008, nell’ambito di una strategia a garanzia della stabilità delle imprese sono state prese delle decisioni presidenziali per affrontare le conseguenze della crisi finanziaria ed economica.

Quali sono i primi risultati?

Una prima valutazione ha dimostrato che non meno di 206 imprese hanno potuto beneficiare di queste misure salvaguardando circa 46 mila posti di lavoro.
Pertanto, grazie a queste iniziative, la Tunisia ha potuto mantenere il suo ritmo di crescita, mobilitare nuovi investimenti esteri diretti (IDE) e persistere nelle sue prestazioni in materia di competitività.

Sulla Riva Sud del Mediterraneo, la Tunisia emerge per le sue prestazioni economiche esemplari. Qual’è la ricetta?

Sotto la guida del Presidente Ben Ali, la Tunisia ha vissuto un profondo cambiamento con importanti realizzazioni in tutti i campi, politico, economico e sociale, mirando all’obiettivo prioritario di accedere al livello di paese sviluppato.
I risultati ottenuti sono un tasso di crescita pari al 5,3% il contenimento dell’inflazione, l’evoluzione della competitività globale e la diminuzione dei prezzi di produzione.
Inoltre, il nostro paese è giunto a realizzare tali risultati, salvaguardando gli equilibri finanziari interni ed esteri.  La Tunisia ha infatti potuto contenere il deficit e migliorare gli indicatori dell’indebitamento estero con la diminuzione del servizio del debito a 7,7% nel 2008, contro 13,3% nel 2003.
Grazie alla riforma del sistema bancario, queste realizzazioni si sono anche estese al settore finanziario, senza contare l’evoluzione del mercato finanziario e lo sviluppo del settore assicurativo.
Peraltro, la Tunisia ha conseguito importanti traguardi sociali testimoniati dal continuo miglioramento degli indicatori riguardanti l’istruzione, l’insegnamento, la formazione, la sanità, l’ambiente e le condizioni di vita. Ne testimonia il reddito pro capite aumentato di una volta e mezzo per arrivare a 4800 dinari nel 2008. Questo risultato ha permesso alla Tunisia di occupare il primo posto a livello arabo per qualità di vita.
Questa classifica si manifesta con lo sviluppo della classe media che rappresenta 80% della società tunisina, con l’aumento dell’aspettativa di vita a 74,8 anni, con il miglioramento della copertura sociale arrivata a 93,3% nel 2008, con la diminuzione del tasso di povertà a 3,8% e con la realizzazione di un tasso di scolarizzazione del 99% dei giovani in età scolastica.

Sul piano internazionale, quali sono i principali punti dell’approccio euro-mediterraneo?

La Tunisia ha adottato, una strategia sul piano internazionale, impegnandosi nel consolidamento della nostra appartenenza magrebina, araba, africana ma soprattutto mediterranea.
La Tunisia ha saputo, in particolare, integrarsi in maniera graduale, nell’economia regionale europea. Questa integrazione è stata confermata al 1° gennaio 2008, data di ingresso della Tunisia, primo paese della Riva Sud,  nella zona di libero scambio con l’UE.
Nell’ambito delle sue relazioni internazionali, la Tunisia ha sempre raccomandato una politica di partenariato e di co-sviluppo tra l’Unione Europea ed la parte sud del Mediterraneo.
Questo avvicinamento dei paesi delle due rive del Mediterraneo e l’integrazione attiva dello spazio mediterraneo nella globalizzazione, saranno, per la strategia tunisina, i mezzi migliori per difendere le grandi cause universali ed edificare un mondo nuovo più sviluppato, più solidale, più giusto, più stabile e più pacifico. In questo ambito, le parti interessate sono invitate a dare più attenzione alla dimensione sociale, culturale e tecnologica del loro partenariato.

Quali sono le prospettive di questa politica economica?

La Tunisia ha già disposto una strategia per la sua industria, il cui principale obiettivo è di diventare “l’Euromed Valley”, uno dei primi hubs euro-mediterranei che servirà da base tecnologica internazionale di produzione e di servizi industriali nel cuore del Mare Nostrum. 

Nel corso di quest’ultimo periodo, si registra un nuovo slancio nei rapporti tuniso-italiani; Cosa ne pensa?

L’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia. E’ il primo paese investitore in Tunisia per gli idrocarburi e il secondo per gli altri settori, con la presenza di circa 700 società italiane (oltre a quelle dei settori commerciale e dei servizi) che hanno permesso la creazione di circa 55.000 posti di lavoro. Numerosi seminari di presentazione della strategia industriale della Tunisia si sono svolti in diverse capitali e città europee, in particolare a Roma (9 giugno 2009) con la partecipazione del Segretario di Stato del Ministro dell’Industria, dell’Energia e delle PMI, incaricato dell’energia rinnovabile e delle industrie alimentari, e a Vicenza (1° dicembre 2009) con la partecipazione del Segretario di Stato del Ministro del Commercio con delega al Commercio Estero. Le manifestazioni di Roma e Vicenza, realizzate in stretta collaborazione con l’Associazione per le Relazioni Economiche con l’Africa, il Mediterraneo ed il Medio Oriente (Assafrica & Mediterraneo), sono state l’occasione, per un totale di circa 280 operatori ed imprenditori italiani, di esplorare il sito Tunisia e le diverse opportunità offerte in materia di investimento nei diversi settori.
Queste due azioni ed almeno altri venticinque incontri con l’imprenditoria locale, come quello organizzato da Confindustria Latina recentemente, saranno senz’altro una nuova occasione per confermare ancora una volta, gli eccellenti rapporti privilegiati che hanno da sempre unito l’Italia e la Tunisia, a tutti i livelli, cementati recentemente dalla visita in Tunisia del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

 

 

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