Intervento nella società

Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo per una "Regione delle Provincie"

Armando Cusani


Ho sempre ritenuto non più procrastinabile, l’attuazione del nuovo assetto istituzionale con “Roma Capitale” da un lato e la “Regione delle Province” dall’altro, come conseguenza dei poteri che lo Stato conferisce all’una e alle altre.

Il Lazio rimane così com'è, con le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, Roma, senza ovviamente la Capitale. È l'unica soluzione possibile per restituire dignità, autonomia, rispetto e autoregolamentazione alle quattro province del Lazio.
Dopo l'approvazione in Parlamento della legge delega sul federalismo fiscale in cui è insito il nuovo “status” di Roma capitale, è ipotizzabile che già verso la fine dell’anno verranno emanati i decreti di carattere fiscale. Il federalismo fiscale, favorendo un naturale processo di riunificazione delle competenze in capo al soggetto che meglio è in grado di disciplinarle, amministrarle e gestirle, “obbligherà” chi ha la responsabilità politica di far funzionare al massimo la “macchina” istituzionale che amministra.
Il rischio di un neo centralismo regionale deve quindi essere evitato proprio per massimizzare il circuito virtuoso che il federalismo fiscale può avviare.

L’effetto di un circuito virtuoso è, infatti, quello di consentire di abbassare la pressione fiscale regionale, provinciale e locale. Il controllo diretto delle istituzioni sul territorio consentirà di poter realmente programmare e gestire lo sviluppo degli oltre 340 comuni interessati.

 




Lo sviluppo di un territorio dipende, infatti, moltissimo dalla capacità di un contesto territoriale di fornire una serie di risposte rispetto ad esempio alla mera disponibilità delle risorse naturali, dando nuova importanza alla capacità di tutte le istituzioni coinvolte in questo processo e degli attori locali di controllare l’ambiente economico e sociale, riducendo le diseconomie ambientali, favorendo la ricerca e l’innovazione tecnologica, il rapporto diretto con le Piccole e medie imprese, incrementando la formazione professionale, le infrastrutture e i servizi.
Tutto ciò deve avvenire in una logica di concertazione e condivisione attuabile attraverso un dialogo tra i tre attori dello sviluppo locale ossia la Provincia i suoi Comuni, le imprese e le parti sociali, realizzando attraverso nuove forme di decentramento dei poteri e delle funzioni, il principio di sussidiarietà nella sua doppia valenza verticale ed orizzontale, in base al quale la Provincia deve poter svolgere le funzioni di propria competenza con l’obiettivo di soddisfare la collettività e, laddove per un Comune non sia possibile intervenire per carenza di risorse finanziarie o umane, intervenire come livello istituzionale superiore.

L ’obiettivo finale della Regione delle Province dovrà essere finalizzato al perseguimento di politiche comuni in tema di lavoro, economia, turismo, agricoltura e scambio culturale. Ciò che ci si auspica attraverso una collaborazione più intensa tra Provincia di Latina e Provincia di Frosinone è che la fragilità dell’una possa diventare ricchezza per l’altra e viceversa: nel senso che a fronte delle esperienze proprie a ciascun ambito si possano valorizzare, attraverso un interscambio, le potenzialità a discapito della crisi, della flessione economica e della congiuntura ancora in fieri, nell’intento di allargare la rete istituzionale, per creare condizioni migliori a beneficio di attrattività e competitività dei territori. È imprescindibile, quindi, che si realizzi la Regione delle Province per garantire un’economia stabile alle PMI del nostro territorio.

*Presidente della Provincia di Latina

 

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