Per rilanciare l'economia è necessario
"pensare in piccolo"

Francesco Traversa


Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,  ha firmato la Direttiva sullo Small Business Act (SBA), che introduce misure innovative per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese italiane.

Lo Small Business Act, adottato dalla Commissione Europea nel giugno 2008, è lo strumento con cui Bruxelles intende semplificare il quadro legislativo e amministrativo della Ue e degli Stati membri.
Esso contiene le linee guida per promuovere la crescita delle PMI e si propone di creare un contesto legislativo e amministrativo più favorevole alle medie imprese eliminando gli eccessi burocratici che ne ostacolano lo sviluppo.

La direttiva interesserà circa 6 milioni di imprese, società, cooperative e ditte individuali (il 99,8% delle imprese registrate presso le Camere di Commercio), con oltre 9 milioni di occupati.

Nonostante questo grande patrimonio che ci contraddistingue, nonostante l’aver sempre riconosciuto il suo ruolo importante di spina dorsale dell’economia, di realtà capace di creare posti di lavoro e benessere non si è ancora provveduto a mettere in campo una politica economica a misura di piccola industria.
Per questo il recepimento dello SBA rappresenta una grande opportunità che  analogamente a quanto fatto negli Stati Uniti, dove lo Small Business Act è stato emanato più di 50 anni fa, promette di collegare i processi decisionali al principio “Pensare anzitutto in piccolo” e promuovere la crescita delle piccole imprese aiutandole ad affrontare i problemi che continuano ad ostacolarne lo sviluppo.

Lo Small Business Act deve quindi rappresentare l’occasione per dare definitiva concretezza a una politica che, riconoscendo le specificità delle piccole e medie imprese italiane, le metta nelle condizioni di essere più competitive.
Costituito da una serie di 10 principi essenziali per valorizzare le iniziative a livello della UE, per creare condizioni di concorrenza paritarie per le PMI e migliorare il contesto giuridico e amministrativo nell’intera UE:

I)         dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale;
II)        far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l’insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità;
III)       formulare regole conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”;
IV)       rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI;
V)        adeguare l’intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e usare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI;
VI)       agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali;
VII)     aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico;
VIII)    promuovere l’aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione;
IX)       permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità;
X)        incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati.

In un periodo in cui la crisi economica globale sta facendo sentire i suoi effetti più devastanti sul sistema produttivo del nostro territorio, promuovere lo spirito imprenditoriale e sostenere la competitività delle piccole imprese rappresentano condizioni essenziali per contribuire allo sviluppo economico, all’innovazione e alla creazione di nuova occupazione.

Per battere la crisi è necessario passare da un modello organizzativo incentrato sulla flessibilità a un approccio alternativo ispirato alla creatività.
E questo rappresenta uno dei punti di forza delle PMI.
E’ indispensabile però che gli imprenditori e le associazioni, capiscano l’importanza di promuovere le aggregazioni tra PMI, necessarie a creare economie di scala, sinergie ed efficienza, oltre che a mettere in comune conoscenze, competenze e ricerca. In sintesi: maggiore competitività.

E’ importante comprendere che per ottenere tali risultati non è necessario ricorrere  ad acquisizioni o fusioni ma esistono strumenti maggiormente flessibili e con impatti psicologici minori, come ad esempio consorzi o contratti di rete.
Il Consorzio è congegnato per raggiungere obiettivi specifici e di breve-medio termine, mentre la Rete è stata pensata per tenere le imprese insieme nel medio-lungo periodo sull'obiettivo più generale di aumentare competitività e capacità innovativa.
La cooperazione tra imprese rappresenta uno dei più fruttuosi e possibili percorsi di sviluppo, è in grado di costituire strutture e processi finalizzati all´assunzione congiunta di decisioni e all´integrazione dei propri sforzi al fine di progettare, realizzare e produrre beni o servizi, sviluppare nuovi processi e prodotti, accorciare i tempi di innovazione o di ingresso nei mercati, scambiare informazioni e altre risorse per adattarsi alle contingenze ambientali.

Le reti di imprese permettono:
•          di ovviare ai problemi ben noti che si verificano in caso di fusioni/acquisizioni frettolose, ponendosi un obiettivo che potrà essere definitivo o successivamente (ma comunque gradualmente) evolvere verso forme societarie o operazioni di finanza straordinaria;
•          di raggiungere una adeguata massa critica e un accresciuto potere negoziale sul mercato;
•          di allargare la base di offerta di prodotti e servizi preservando intatte le proprie caratteristiche e mission;
•          di condividere investimenti che altrimenti non sarebbero possibili alla singola impresa;
•          di accorciare o, in alcuni casi, eliminare le catene di subfornitura;
•          di rendere enormemente più flessibili i tempi di risposta al cliente;
•          di accrescere la cultura e il know how aziendale.

 

*Presidente Consorzio Cosmari

 

 

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