Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha firmato la Direttiva sullo Small Business Act (SBA), che introduce misure innovative per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese italiane.
Lo Small Business Act, adottato dalla Commissione Europea nel giugno 2008, è lo strumento con cui Bruxelles intende semplificare il quadro legislativo e amministrativo della Ue e degli Stati membri.
Esso contiene le linee guida per promuovere la crescita delle PMI e si propone di creare un contesto legislativo e amministrativo più favorevole alle medie imprese eliminando gli eccessi burocratici che ne ostacolano lo sviluppo.
La direttiva interesserà circa 6 milioni di imprese, società, cooperative e ditte individuali (il 99,8% delle imprese registrate presso le Camere di Commercio), con oltre 9 milioni di occupati.
Nonostante questo grande patrimonio che ci contraddistingue, nonostante l’aver sempre riconosciuto il suo ruolo importante di spina dorsale dell’economia, di realtà capace di creare posti di lavoro e benessere non si è ancora provveduto a mettere in campo una politica economica a misura di piccola industria.
Per questo il recepimento dello SBA rappresenta una grande opportunità che analogamente a quanto fatto negli Stati Uniti, dove lo Small Business Act è stato emanato più di 50 anni fa, promette di collegare i processi decisionali al principio “Pensare anzitutto in piccolo” e promuovere la crescita delle piccole imprese aiutandole ad affrontare i problemi che continuano ad ostacolarne lo sviluppo.
Lo Small Business Act deve quindi rappresentare l’occasione per dare definitiva concretezza a una politica che, riconoscendo le specificità delle piccole e medie imprese italiane, le metta nelle condizioni di essere più competitive.
Costituito da una serie di 10 principi essenziali per valorizzare le iniziative a livello della UE, per creare condizioni di concorrenza paritarie per le PMI e migliorare il contesto giuridico e amministrativo nell’intera UE:
I) dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale;
II) far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l’insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità;
III) formulare regole conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”;
IV) rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI;
V) adeguare l’intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e usare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI;
VI) agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali;
VII) aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico;
VIII) promuovere l’aggiornamento delle competenze nelle PMI e ogni forma di innovazione;
IX) permettere alle PMI di trasformare le sfide ambientali in opportunità;
X) incoraggiare e sostenere le PMI perché beneficino della crescita dei mercati.
In un periodo in cui la crisi economica globale sta facendo sentire i suoi effetti più devastanti sul sistema produttivo del nostro territorio, promuovere lo spirito imprenditoriale e sostenere la competitività delle piccole imprese rappresentano condizioni essenziali per contribuire allo sviluppo economico, all’innovazione e alla creazione di nuova occupazione.
Per battere la crisi è necessario passare da un modello organizzativo incentrato sulla flessibilità a un approccio alternativo ispirato alla creatività.
E questo rappresenta uno dei punti di forza delle PMI.
E’ indispensabile però che gli imprenditori e le associazioni, capiscano l’importanza di promuovere le aggregazioni tra PMI, necessarie a creare economie di scala, sinergie ed efficienza, oltre che a mettere in comune conoscenze, competenze e ricerca. In sintesi: maggiore competitività.
E’ importante comprendere che per ottenere tali risultati non è necessario ricorrere ad acquisizioni o fusioni ma esistono strumenti maggiormente flessibili e con impatti psicologici minori, come ad esempio consorzi o contratti di rete.
Il Consorzio è congegnato per raggiungere obiettivi specifici e di breve-medio termine, mentre la Rete è stata pensata per tenere le imprese insieme nel medio-lungo periodo sull'obiettivo più generale di aumentare competitività e capacità innovativa.
La cooperazione tra imprese rappresenta uno dei più fruttuosi e possibili percorsi di sviluppo, è in grado di costituire strutture e processi finalizzati all´assunzione congiunta di decisioni e all´integrazione dei propri sforzi al fine di progettare, realizzare e produrre beni o servizi, sviluppare nuovi processi e prodotti, accorciare i tempi di innovazione o di ingresso nei mercati, scambiare informazioni e altre risorse per adattarsi alle contingenze ambientali.
Le reti di imprese permettono:
• di ovviare ai problemi ben noti che si verificano in caso di fusioni/acquisizioni frettolose, ponendosi un obiettivo che potrà essere definitivo o successivamente (ma comunque gradualmente) evolvere verso forme societarie o operazioni di finanza straordinaria;
• di raggiungere una adeguata massa critica e un accresciuto potere negoziale sul mercato;
• di allargare la base di offerta di prodotti e servizi preservando intatte le proprie caratteristiche e mission;
• di condividere investimenti che altrimenti non sarebbero possibili alla singola impresa;
• di accorciare o, in alcuni casi, eliminare le catene di subfornitura;
• di rendere enormemente più flessibili i tempi di risposta al cliente;
• di accrescere la cultura e il know how aziendale.
*Presidente Consorzio Cosmari