Un fondo europeo per le grandi infrastrutture
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La Cassa Depositi e Prestiti rilancia gli investimenti a lungo termine
La Cassa Depositi e Prestiti (CDP) si è messa alla testa di una cordata europea per introdurre nel sistema economico e finanziario europeo e internazionale una visione strategica di investimenti a lungo termine in infrastrutture di base.
La crisi globale è stata il frutto di speculazioni fuori controllo e dell’ossessivo perseguimento di interessi di brevissimo respiro a dispetto di consolidate esperienze virtuose di crescita e contro ogni valore etico e sociale.
La CDP, insieme all’equivalente Caisse des Dépots et Consignations francese e alla Kreditanlt fuer Wiederaufbau, la banca della ricostruzione tedesca, e a quella spagnola e polacca, e con la partecipazione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), ha messo in campo una serie di proposte innovative per riportare l’economia nel giusto solco affrontando le sfide strategiche dello sviluppo.
Intervenendo alla conferenza dei ministri dell’Economia dello scorso settembre a Goteborg, Franco Bassanini, presidente della CDP e il professor Edoardo Reviglio, capo economista dello stesso istituto, hanno presentato la proposta di “Nuovi strumenti per finanziare le infrastrutture strategiche europee” per uscire dalla recessione.
Gli autori hanno riconosciuto come la crisi, prodotta da pulsioni a breve termine, abbia pesantemente indebolito le economie e i bilanci degli stati. Infatti secondo un recente studio del FMI, la media del debito pubblico in Europa arriverà nel 2014 al 100% del Pil e quella del G20 al 121,7%. In Italia sarà del 128,5%.
L’Europa dovrebbe investire 3.000 miliardi di euro (di cui 2.500 nell’energia e 500 miliardi nei trasporti) oltre ai fondi necessari per la R&S, per le telecomunicazioni, le biotecnologie e le altre modernizzazioni necessarie, soltanto per realizzare il programma 20/20/20 già deliberato dall’EU, cioè per arrivare entro il 2020 a meno 20% di gas serra, a più 20% in efficienza energetica e al 20% di fonti alternative sulla produzione totale di energia, e per raggiungere gli obiettivi strategici del programma TEN (Trans-European Networks di trasporti, energia e comunicazioni).
Le CDP europee, con il sostegno dei rispettivi ministeri dell’Economia, hanno proposto e realizzato il “Marguerite European Network” con il compito di promuovere e sostenere una serie di strumenti finanziari che possano trovare anche il favore degli investitori globali.
Il primo di questi progetti è il “Fondo Marguerite”, un equity fund pan-europeo di investimento nei settori dell’energia, dei cambiamenti climatici e delle infrastrutture. Il fondo è aperto anche ai capitali privati (a cominciare dai fondi pensione) interessati a investimenti di lungo periodo in economia reale e a basso rischio.
“Marguerite” è un prototipo di una famiglia di grandi fondi europei per la crescita a lungo termine. Infatti un secondo fondo equity, InfraMed Infrastrucutre Fund, nel quadro dell’Unione per il Mediterraneo, è dedicato alle iniziative infrastrutturali dei Paesi della costa meridionale del Mediterraneo, in particolare nei settori idrico, portuale, ferroviario e delle reti di trasmissione elettrica. Un altro fondo avrà come priorità la promozione e l’innovazione delle piccole e medie imprese europee.
Servono quindi nuovi strumenti finanziari come gli Eurobond già proposti da Jacques Delors e Giulio Tremonti. Questi non possono servire ad accollare ai paesi più virtuosi e solidi il debito dei paesi cicala, bensì devono andare a rilanciare la crescita e a finanziare investimenti di lungo periodo.
Per meglio cementare questi accordi strategici, la rete europea delle CDP ha fondato un “Club di investitori di lungo periodo”, che coinvolge anche banche private non europee e altri investitori di lungo periodo di tutto il mondo. Nella sua Carta dei principi il Club si propone in particolare la promozione di una nuova “filosofia internazionale per le organizzazioni impegnate negli investimenti di lungo termine”.
Mercati globali, crisi e solidità finanziaria
Si è svolto lunedì 17 maggio a Milano, al Four Season Hotel il convegno sul tema “Global economic outlook & fiscal soundness”. Il dibattito sulla crisi dei mercati e le prospettive finanziarie dell'economia e delle imprese è stato introdotto da Francesco Confuorti di “Advantage Financial”. Ai lavori hanno partecipato Giovanni Perissinotto di “Assicurazioni Generali”, Riccardo Pedrizzi dell'Ania, Leszek Balcerowicz dell’“Institute of international finance” di Washington Dc e dell’università di Varsavia, Carlo Cottarelli di “Imf. Fiscal Affairs dept.”, Marco Liera del “Sole 24 ore”, Enrico Vitali di “Vitali Romagnoli Piccardi ass.” e Andrei Shleifer dell’università di Harvard. A moderare l´incontro è stato Andrea Cabrini di “Class Cnbc”.
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