{"id":129,"date":"2023-03-10T08:45:13","date_gmt":"2023-03-10T08:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/?page_id=129"},"modified":"2023-03-10T08:45:52","modified_gmt":"2023-03-10T08:45:52","slug":"demografia-e-gia-inverno-inoltrato","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/demografia-e-gia-inverno-inoltrato\/","title":{"rendered":"Demografia, \u00e8 gi\u00e0 inverno inoltrato"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"129\" class=\"elementor elementor-129\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5924420 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5924420\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ec69f28\" data-id=\"ec69f28\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ca09a62 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ca09a62\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.11.3 - 07-03-2023 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#818a91;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#818a91;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>Il monito del presidente Mattarella sull&#8217;allarme demografico lanciato dall&#8217;Istat evidenzia uno dei temi fondamentali che la classe dirigente di questo Paese non pu\u00f2 ignorare: la denatalit\u00e0, l&#8217;inverno demografico, un problema che riguarda l&#8217;esistenza stessa del nostro Paese, come ha detto Mattarella e rischia di compromettere per sempre il futuro del Mezzogiorno.<\/p><p>Eppure la composizione della sua popolazione era l\u2019unica ricchezza del Sud, da sempre. Ed i figli rappresentavano la vera e sicura assicurazione per le generazioni che invecchiavano, lasciavano il lavoro e diventavano non autosufficienti. Quanti pi\u00f9 figli si facevano pi\u00f9 sicura era la vecchiaia e non contavano l\u2019arretratezza della sanit\u00e0, le pensioni inadeguate, il mancato sviluppo economico. Ora, anche da questo punto di vista, il Sud d\u2019Italia ha imboccato un strada senza ritorno: quella dell\u2019invecchiamento demografico e dello spopolamento anche culturale. \u00c8 questo il grido di allarme e di dolore che va lanciando lo Svimez (l\u2019Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) da qualche anno a questa parte. \u201cAll\u2019indomani di una delle crisi economiche e sociali pi\u00f9 profonde e gravi dell\u2019era contemporanea, il Mezzogiorno si appresta ad affrontare il riavvio di un processo di sviluppo in condizioni pi\u00f9 svantaggiate di quelle dell\u2019immediato Dopoguerra, per l\u2019emersione di un nuovo dualismo, quello demografico: una popolazione in rapido invecchiamento in un\u2019area ancora caratterizzata da un forte deficit di capitale fisso sociale potrebbe innescare un pericoloso circolo vizioso di maggiori oneri sociali, minore competitivit\u00e0 del sistema economico, minori redditi e capacit\u00e0 di accumulazione e crescente dipendenza dall\u2019esterno. Negli ultimi anni si \u00e8 avuta un\u2019ulteriore conferma della crisi demografica delle regioni meridionali insorta nei primi anni Duemila e aggravatasi nel corso della pesante recessione economica. Il Sud non \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 un\u2019area giovane n\u00e9 tanto meno il serbatoio di nascite per il resto del Paese, e va assumendo tutte le caratteristiche demografiche negative di un\u2019area sviluppata e opulenta, senza peraltro esserlo mai stata.<\/p><p>In base alle tendenze in atto, mentre la dinamica demografica negativa del Centro-Nord \u00e8 compensata dalle immigrazioni dall\u2019estero, da quelle dal Sud e da una ripresa della natalit\u00e0, il Mezzogiorno rester\u00e0 terra d\u2019emigrazione \u201cselettiva\u201d (specialmente di qualit\u00e0), con scarse capacit\u00e0 di attrarre immigrati dall\u2019estero, e sar\u00e0 interessato da un progressivo ulteriore calo delle nascite\u2026.\u201d. Nei Rapporti Svimez si fa riferimento al depauperamento di capitale umano meridionale. \u201cConsiderato il saldo migratorio negativo dell\u2019ultimo quindicennio, una perdita di circa 200 mila laureati meridionali, e moltiplicata questa cifra per il costo medio a sostenere un percorso di istruzione terziaria, la perdita netta in termini finanziari del Sud ammonterebbe a circa 30 miliardi di euro. Si tratta di quasi 2 punti di PIL nazionale, una stima \u201cminima\u201d che non considera molte altre conseguenze economiche negative ma che d\u00e0 la dimensione di un fenomeno che pesa sul Mezzogiorno anche in termini di trasferimento di risorse finanziare verso le aree pi\u00f9 sviluppate, e che andrebbe considerato nella letteratura sui trasferimenti finanziari interregionali, senza contare gli effetti indiretti di guadagno per il Centro-Nord in termini di competitivit\u00e0 e di produttivit\u00e0 del trasferimento di forza lavoro qualificata\u2026\u201d.<\/p><p>(I dati sono ripresi da Riccardo Pedrizzi \u201cIl Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica\u201d. Edito da Guida Editori \u2013 pagg. 407 \u2013 Euro 18,00).<\/p><p>Di questo capitale sociale il Sud avrebbe bisogno per svilupparsi ed invece lo sta perdendo. \u00c8 un vero e proprio impoverimento generalizzato.<\/p><p>Eppure questa vera e propria tragedia passa sotto silenzio nel nostro Paese perch\u00e9 viene del tutto ignorata dalla maggior parte dei massmedia condizionata da un&#8217;insana ideologia malthusiana che ritiene il calo demografico un vantaggio e non invece una iattura dalle enormi ed imprevedibili ricadute sul piano della tenuta sociale.<\/p><p>Ora, per\u00f2, dopo le ultime notizie dell&#8217;ISTAT ed il monito di Mattarella bisognerebbe portare la questione in Parlamento e nel Paese affrontandola con attrezzi adeguati per correre ai ripari, se non si vuole che il trend negativo si accentui sempre pi\u00f9, fino alla pressoch\u00e9 totale estinzione della popolazione italiana.<\/p><p>Preliminarmente ad ogni politica di rilancio della natalit\u00e0 dovr\u00e0 esserci perci\u00f2 un esame di coscienza di tutte quelle forze politiche che negli ultimi tempi non hanno fatto altro che portare avanti politiche di attacco all&#8217;istituto della famiglia con il risultato di disgregarla e di portare il nostro Paese nelle condizioni attuali.<\/p><p>Successivamente vi \u00e8 da imboccare una sola strada: mutare le odierne condizioni sociali, economiche e culturali che rendono arduo, se non proibitivo, mettere al mondo un figlio. E questo si pu\u00f2 fare solo ponendo al centro delle politiche sociali il ruolo della famiglia, assicurando ad essa tutto quel sostegno, anche economico, che \u00e8 necessario perch\u00e9 possa rispondere adeguatamente ai propri problemi. Ci vogliono misure che, seguendo l&#8217;esempio dei Paesi nordeuropei, &#8211; pensiamo ad esempio alla Norvegia, ma anche a nazioni a noi vicine come la Francia, dove si assiste ormai da anni al cosiddetto \u201cbaby-boom\u201d, &#8211; siano in grado di incentivare le giovani coppie a mettere al mondo figli, restituendo loro la voglia di scommettere sul futuro. Si pensi, ad esempio, inoltre, ad aiuti economici per la nascita di figli; ad interventi a favore delle coppie giovani con mutui agevolati per l&#8217;acquisto della prima casa; ad una maggiore flessibilit\u00e0 della normativa per le lavoratrici madri per conciliare le esigenze della vita familiare con quelle del lavoro; ad una riforma fiscale che tenga conto del numero dei componenti della famiglia (il cosiddetto \u201cquoziente familiare\u201d per quanto riguarda l&#8217;applicazione dell&#8217;Irpef, perch\u00e9 il reddito di una persona che vive da sola non pu\u00f2 essere tassato in modo uguale ad un reddito che sostiene una intera famiglia); a particolari graduatorie nell&#8217;assegnazione degli alloggi di edilizia popolare o convenzionata, che tengono conto dello stato di famiglia, ad una riforma sulla legge sull&#8217;aborto per garantire una autentica e vera tutela della maternit\u00e0 attraverso sostegno materiale, psicologico e morale alla donna.<\/p><p>Da ultimo, ma non per ultimo, occorre promuovere una vera e propria rivoluzione della mentalit\u00e0 collettiva per passare dalla corsa sfrenata verso modelli sociali di consumismo, edonismo, ed individualismo sfrenati alla riscoperta dei valori familiari naturali e tradizionali, sulla base dei quali allevare ed educare un figlio significa dare un senso alla propria vita e quindi non solo gratificare e realizzare la persona, ma assicurare anche la continuit\u00e0 di un popolo che voglia essere soggetto di storia e di civilt\u00e0.<\/p><p>Per quanto riguarda infine la necessit\u00e0 di tutelare la nostra identit\u00e0 di popolo essa nasce dalla consapevolezza che le identit\u00e0, anche quelle diverse dalla nostra, sono tutte meritevoli di rispetto e di tutela e che tutti i popoli hanno diritto di rivendicare le rispettive specificit\u00e0. Scriveva San Giovanni Paolo II su questo tema: \u201cdal punto di vista cristiano le nazioni e le patrie sono una realt\u00e0 umana di valore positivo e irrinunciabile, che fondano dei diritti inviolabili in seno ai vari popoli ed in particolare il diritto dei popoli alla propria identit\u00e0 ed al proprio sviluppo\u201d.<\/p><p>Senza prevaricazioni e senza complessi di superiorit\u00e0 perci\u00f2 non si pu\u00f2 far finta di ignorare che il popolo italiano, insieme agli altri popoli europei \u00e8 stato ed \u00e8 protagonista della creazione di una identit\u00e0 civile, giuridica, etica, culturale ed estetica che rischia di perdersi e di annegare non solo nel nuovo fenomeno della mondializzazione della cultura e della globalizzazione dell&#8217;economia e della finanza, ma anche di venir dissolta sotto la spinta di una pressione migratoria non regolata e non controllata.<\/p><p>Questo non dovr\u00e0 accadere. E non tanto per noi e per la nostra generazione, ma per i nostri figli, per i nostri nipoti e per l&#8217;intera comunit\u00e0 internazionale.<\/p><p>Mettere a repentaglio un patrimonio storico, culturale e spirituale, che non appartiene solo a noi ma all&#8217;intera umanit\u00e0, non rientra nella facolt\u00e0 e nei diritti di una classe dirigente e nemmeno di una generazione. Distruggere e disperdere sotto la pressione multietnica e pluriculturale di \u201caltre\u201d visioni del mondo e della vita, di cui sono portatori uomini sradicati dai loro ambienti d&#8217;origine, non solo il retaggio di un glorioso passato, ma anche la testimonianza di quello che ha rappresentato il cammino della civilt\u00e0 dell&#8217;uomo, sarebbe un delitto universale che nessuno dei nostri posteri potrebbe mai perdonarci; Nemmeno con la giustificazione e l&#8217;alibi della solidariet\u00e0 nei confronti di chi ha pi\u00f9 bisogno.<\/p><p><em><strong>Riccardo Pedrizzi<\/strong><\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monito del presidente Mattarella sull&#8217;allarme demografico lanciato dall&#8217;Istat evidenzia uno dei temi fondamentali che la classe dirigente di questo Paese non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-129","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/129","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=129"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/129\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":133,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/129\/revisions\/133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=129"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}