{"id":160,"date":"2023-03-10T08:59:48","date_gmt":"2023-03-10T08:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/?page_id=160"},"modified":"2023-03-10T09:00:18","modified_gmt":"2023-03-10T09:00:18","slug":"per-una-vera-pace-fiscale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/per-una-vera-pace-fiscale\/","title":{"rendered":"Per una vera pace fiscale"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"160\" class=\"elementor elementor-160\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-89936e0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"89936e0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-79f2e4a\" data-id=\"79f2e4a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-08314e3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"08314e3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.11.3 - 07-03-2023 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#818a91;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#818a91;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>In contemporanea con la pubblicazione del decreto fiscale del governo &#8220;populista&#8221; giallo-verde (Movimento 5 Stelle e Lega), che introduce la cosiddetta \u201cpace fiscale\u201d (Titolo I, Capo I), prevede varie semplificazioni (Capo II) e la riduzione delle tasse sulle Partite IVA, la CGIA di Mestre ha presentato una ricerca che fa una ricognizione a tutto campo sul nostro sistema fiscale dalla quale emerge che sono oltre 100 le tasse che gravano sugli italiani con una pressione tributaria tra le pi\u00f9 pesanti d&#8217;Europa. Solo due di queste imposte hanno assicurato nel 2017 pi\u00f9 della met\u00e0 del gettito totale (54,4%). L&#8217;Irpef (l&#8217;imposta sulle persone fisiche) ha dato allo Stato 169,8 miliardi di euro, pari al 33,8%, cio\u00e8 un terzo del totale; l&#8217;IVA (l&#8217;imposta sul valore aggiunto) ha prodotto 108,8 miliardi di euro, pari al 21,6%. A queste tre imposte pi\u00f9 \u201credditizie\u201d, si aggiungono l&#8217;IRE (imposta sul reddito delle societ\u00e0) per 34,1 miliardi di euro, l&#8217;imposta sugli oli minerali per 26 miliardi di euro e l&#8217;IRAP per 22,4 miliardi.<\/p><p>Alla luce di questi dati l&#8217;Ufficio Studi dell&#8217;associazione di Mestre, ben noto per le sue centrate rilevazioni di carattere economico finanziario, ritiene che sia improrogabile una seria riforma fiscale, che preveda solo una decina di imposte al fine di consentire ai contribuenti italiani una riscossione pi\u00f9 razionale, meno farraginosa, con minori scadenze pi\u00f9 concentrate nel tempo, con adempimenti pi\u00f9 semplificati, che, oltretutto, si presterebbe meglio al contrasto dell&#8217;evasione (Euro 108 miliardi all&#8217;anno ma secondo uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 C\u00e0 Foscari ammonterebbe dai 124,5 ai 132,1 miliardi di euro) e dell&#8217;elusione.<\/p><p>Solo un mese prima inoltre era arrivata alle stesse conclusioni l&#8217;analisi presentata dalla Deloitte Italy nel corso della V Edizione del suo \u201cStrategy Council\u201d, svoltosi a Roma, dalla quale \u00e8 emerso con forza che \u201csenza riforma fiscale non c&#8217;\u00e8 futuro per il nostro Paese\u201d.<\/p><p>Lo studio presentato dalla importante societ\u00e0 di consulenza, che \u00e8 solita offrire, alla politica, alle varie istituzioni, ai tecnici addetti ai vari settori economici, ma anche al grande pubblico, importanti spunti di riflessione (si ricordi, in particolare, quella effettuata su \u201cUnione Europea oggi: ancora una opportunit\u00e0?\u201d presentata a Roma il 27 di febbraio dello scorso anno) \u00e8 partito da un\u2019approfondita e ampia indagine demoscopica a livello internazionale, in collaborazione con SWG. La ricerca ha indagato il percepito di famiglie e imprese rispetto alle difficolt\u00e0 del delicato momento, all\u2019importanza della questione fiscale e alle pi\u00f9 opportune azioni per migliorare il sistema nel suo complesso ed ha coinvolto, oltre l\u2019Italia (1330 interviste), Francia, Germania, Grecia, Svezia, UK e USA con 500 interviste per Paese. La survey \u00e8 stata anche rivolta a 200 imprese nazionali rappresentative di tutti i settori.<\/p><p>Da questo censimento \u00e8 emerso chiaramente che:<\/p><p>Il nostro Sistema Fiscale \u00e8 percepito come un \u201cnemico\u201d, inadeguato e non equo, caratterizzato da una forte evasione e da elevata complessit\u00e0. In sostanza: \u201cIl sistema fiscale nazionale non \u00e8 ritenuto pienamente adeguato. \u00c8 sempre pi\u00f9 diffusa, infatti, la percezione di un Fisco come un \u201cnemico\u201d sia a livello privato (ca. 1 italiano su 2 vs. 27% media estera, 14% in USA e 13% in Svezia) che a livello di impresa (55%)\u201d&#8230;<\/p><p>\u201cIn particolare, 9 italiani su 10, si ritengono complessivamente insoddisfatti (media estera: 7 su 10)\u201d, poich\u00e9 la qualit\u00e0 dei servizi non risulta adeguata al carico fiscale imposto (media estera: 7 su 10); reputano la spesa pubblica inefficace (media estera: 8 su 10)&#8230; \u201cInoltre 9 italiani su 10 ritengono il Fisco non equo (media estera: vs. 7 su 10)\u201d&#8230;<\/p><p>\u201cCon particolare focus al fenomeno dell\u2019evasione\u201d&#8230; \u201cLe cause sono da ritrovarsi, secondo i nostri connazionali, in un carico fiscale troppo elevato\u201d&#8230; \u201cIl sistema fiscale nazionale emerge, infine, troppo complesso\u201d&#8230;<\/p><p>Per tutti questi motivi \u201cper ben il 95% degli italiani \u00e8 necessario intervenire sull\u2019attuale sistema fiscale (vs. 81% media estera), ritenendo possibile ridurre la pressione fiscale, prevalentemente tramite una riduzione degli sprechi (46%) e un controllo sull\u2019evasione fiscale (34%)\u201d&#8230; \u201cIn particolare gli interventi prioritari dovrebbero concentrarsi, secondo i nostri connazionali, su occupazione, sanit\u00e0 e riduzione della povert\u00e0 in termini di tematiche e principalmente a sostegno di disoccupati e famiglie\u201d.<\/p><p>Le dimensioni anomale della fiscalit\u00e0 italiana, dunque, sono state ancora una volta messe in evidenza sia dalla \u201cCGIA\u201d di Mestre che dalla \u201cDeloitte Italia\u201d. La gravit\u00e0 della situazione emerge sempre ancora di pi\u00f9 anche in occasione delle varie \u201cfinanziarie\u201d, che, determinano spesso situazioni di grave disagio nel Paese, che percepisce tutte le varie \u201cmanovre\u201d, di fatto, come vere e proprie \u201cpersecuzioni fiscali\u201d, che di volta in volta vanno a colpire questa o quella classe sociale, questa o quella categoria.<\/p><p>Oltretutto, ogni anno in questo scorcio anno il dibattito si svolge sempre su come trovare le risorse necessarie a coprire il disavanzo e non invece sul perch\u00e9 lo Stato continui ad esigere tributi tanto elevati. Si d\u00e0 per scontato, in altre parole, che lo Stato abbia bisogno di spendere molto, ragion per cui si cerca solamente dove e da chi prelevare i denari necessari.<\/p><p>Spesso i vari governi tendono a ricorrere alla diffusione all\u2019interno del corpo sociale del veleno dell\u2019invidia e dell\u2019incitamento alla delazione sociale, cercando di convincere ogni cittadino che il problema dei conti pubblici sarebbe risolto se il vicino pagasse le tasse: \u00abtu paghi, lui no\u00bb. Si mette cos\u00ec in risalto la divisione e il contrasto, incitando i cittadini a porsi gli uni contro gli altri, anzich\u00e9 evidenziare le gravi e pesanti responsabilit\u00e0 dello Stato.<\/p><p>La domanda da porsi allora diventa: \u00e8 necessario che lo Stato spenda tanto? Il problema della giustizia fiscale non pu\u00f2 ridursi alla questione dell\u2019evasione, che pure \u00e8 importantissima, e del tecnicismo delle forme di prelievo, ma di quanto lo Stato pu\u00f2 e debba prelevare.<\/p><p>Questo ci porta ad esaminare in generale i rapporti tra Stato e i cittadini e i limiti dell\u2019attivit\u00e0 statale. Pi\u00f9 lo Stato \u00e8 \u201cpesante\u201d, pi\u00f9 spende. Pi\u00f9 spende, pi\u00f9 deve chiedere risorse; pi\u00f9 spende male e pi\u00f9 deve aumentare la pressione fiscale.<\/p><p>\u00c8 chiaro, allora, che la questione fiscale non \u00e8 una questione tecnica, ma politica. E proprio su questo tema i cattolici possono e devono intervenire alla luce degli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa, sapendo bene che i confini dello Stato rispetto alle autonomie private sono definiti dal principio di sussidiariet\u00e0, a cui tutte le societ\u00e0 sono \u00abgravemente obbligate ad attenersi\u00bb (Giovanni Paolo II). Questo principio stabilisce che, \u00absiccome non \u00e8 lecito togliere agli individui ci\u00f2 che essi possono compiere con le forze e l\u2019industria propria per affidarlo alla comunit\u00e0, cos\u00ec \u00e8 ingiusto rimettere ad una maggiore e pi\u00f9 alta societ\u00e0 quello che dalle minori e inferiori comunit\u00e0 si pu\u00f2 fare\u00bb (Enciclica \u201cQuadragesimo Anno\u201d di Pio XI, del 1931).<\/p><p>Compito dello Stato, dunque, \u00e8 fare quello che i privati non riescono a fare da soli: \u00e8 per organizzare questo \u201cdi pi\u00f9\u201d che lo Stato ha diritto di esigere i necessari tributi.<\/p><p>Nel mondo moderno, rilevava gi\u00e0 Pio XII nel suo discorso del 2 ottobre 1948 a un congresso sulle pubbliche finanze, \u201di bisogni finanziari di ogni nazione, grande o piccola, sono formidabilmente aumentati. La causa non \u00e8 da ricercarsi solo nelle isolate complicazioni e tensioni internazionali, ma anche, e pi\u00f9 ancora forse, nell\u2019estensione smisurata dell\u2019attivit\u00e0 dello Stato, dettata troppo spesso da ideologie false e malsane, che fa della politica finanziaria, particolarmente della politica fiscale, uno strumento al servizio delle preoccupazioni di un ordine affatto diverso\u201d. Gli Stati moderni fondano la loro politica fiscale sulla tesi \u201csecondo cui lo Stato \u00e8 in grado di impiegare le risorse economiche della societ\u00e0 meglio di quanto non possano e non sappiano fare i privati\u201d.<\/p><p>Al principio di sussidiariet\u00e0 si contrappone cos\u00ec lo statalismo, che dilata la spesa pubblica e, di conseguenza, aumenta la pressione fiscale. Lo stato moderno perci\u00f2 allarga sempre pi\u00f9 le sue funzioni e assume continuamente nuovi compiti. A mano a mano che la sfera del pubblico si allarga, la sfera del privato si comprime e con essa si comprime lo spazio della libert\u00e0 personale. Di qui anche la necessit\u00e0 di avere dei \u201ccorpi intermedi\u201d che stiano tra la persona e lo Stato, e che, come diceva il grande pensatore controrivoluzionario, Louis de Bonald, proteggono la libert\u00e0 per il solo fatto di esistere. Soppressi i corpi intermedi, la persona si sradica e diventa astratta, perde libert\u00e0 e autonomia.<\/p><p>\u00c8 quello che \u00e8 avvenuto in questi anni nell\u2019amministrazione pubblica italiana. Con l\u2019aumentare dell\u2019attivit\u00e0 dello Stato \u00e8 aumentato parallelamente il carico dei tributi, perch\u00e9 nei compiti che non sono i suoi la macchina statale tende a produrre sprechi e a fallire gli obiettivi. \u00c8 necessario, dunque, che lo Stato si ritiri e lasci pi\u00f9 spazio al privato, continuando beninteso ad esercitare i doverosi controlli con regole precise ed attente verifiche.<\/p><p>Ma il combattere il continuo incremento dell\u2019invadenza dello Stato non vuol dire certo farsi fautori di un liberismo senza controlli ossia di un \u201cultraliberismo\u201d.<\/p><p>I valori in gioco in questa grande battaglia contro l\u2019invadenza e l\u2019elefantiasi dello Stato vanno ben oltre il dato fiscale ed economico. E la cultura cattolica si trova di fronte ad una sfida storica. I cattolici hanno oggi la possibilit\u00e0 di rispondere ad esigenze diffuse, riproponendo l\u2019attualit\u00e0 politica del principio di sussidiariet\u00e0 alla luce della formula: \u00abtanta libert\u00e0 quanta \u00e8 possibile, tanto Stato quanto \u00e8 necessario\u00bb.<\/p><p><em><strong>Riccardo Pedrizzi<\/strong><\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In contemporanea con la pubblicazione del decreto fiscale del governo &#8220;populista&#8221; giallo-verde (Movimento 5 Stelle e Lega), che introduce la cosiddetta \u201cpace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-160","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":164,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/160\/revisions\/164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}