{"id":165,"date":"2023-03-10T09:00:50","date_gmt":"2023-03-10T09:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/?page_id=165"},"modified":"2023-03-10T09:01:09","modified_gmt":"2023-03-10T09:01:09","slug":"il-sud-va-ma-arranca-ancora","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/il-sud-va-ma-arranca-ancora\/","title":{"rendered":"Il Sud va ma arranca ancora"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"165\" class=\"elementor elementor-165\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e8a0619 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e8a0619\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b2df754\" data-id=\"b2df754\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-70f37c9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"70f37c9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.11.3 - 07-03-2023 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#818a91;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#818a91;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>Il 2017 non si \u00e8 chiuso del tutto negativamente per il Mezzogiorno d&#8217;Italia e per il secondo anno consecutivo i dati arrivati da &#8220;Checkup Mezzogiorno&#8221; (Centro Studi di Confindustria) e dal Centro Studi Ricerche del Mezzogiorno di Intesa San Paolo ci dicono che il SUD \u00e8 in ripresa, nonostante la mancanza di efficaci politiche di interventi strutturali del governo e, sopratutto, nonostante l&#8217;indifferenza nei confronti del problema di tutte le forze politiche, nessuna esclusa.<\/p><p>Il Pil infatti \u00e8 aumentato del 1,3 nel 2017 ed era gi\u00e0 nel 2016 cresciuto dello 0,9%, dopo il +1% del 2015 e dovrebbe continuare a aumentare anche nel 2018 dell&#8217;1,1%. Il valore aggiunto \u00e8 salito nel 2017 di 2,5 miliardi, mentre calano indebitamento ed oneri finanziari.<\/p><p>Si rafforza, inoltre, la natalit\u00e0 delle imprese. Alcuni numeri: sono nate 17 mila societ\u00e0 di capitali nel terzo trimestre 2017, ad un ritmo quasi doppio del Centro-Nord; \u00e8 aumentata la quota di imprese con 10-49 addetti (+0,2%), 6 mila imprese in rete (mille in pi\u00f9 nella seconda parte dell&#8217;anno), 3 mila aziende femminili in pi\u00f9 rispetto al secondo trimestre dell&#8217;anno che si \u00e8 chiuso. Anche l&#8217;andamento dell&#8217;export ha fatto registrare un +8,6% rispetto al terzo trimestre 2016 (+7,2% il dato del Centro-Nord). Le esportazioni in Lucania ad esempio l&#8217;anno scorso sono salite pi\u00f9 di qualsiasi altra regione per la Jeep che Sergio Marchionne fa costruire a Melfi, cosi come in Campania per quelle della Fiat Chrysler e di Leonardo. Ed il turismo \u00e8 cresciuto nel 2016; arrivi e presenze sono aumentati del 4,3%, un punto e mezzo in pi\u00f9 del Centro-Nord. E&#8217; un trend positivo non \u201coccasionale\u201d, dunque, che dura da tre anni e che continua a consolidarsi. La ripresa del Sud d&#8217;Italia \u00e8 stata sostenuta sia dalla domanda interna, sia dal rilancio degli investimenti, pi\u00f9 vigorosi nell&#8217;industria e nel settore delle costruzioni (+9,6% nel 2015 e +8,7 nel 2016). Sono tornati col segno pi\u00f9 anche gli indici di produzione manifatturiera: nel 2015-2016 con una crescita complessiva del 7%, oltre due volte superiore a quella registrata nel resto del Paese.<\/p><p>Da tutti questi dati risulta che la crescita \u00e8 trainata dall&#8217;industria e si conferma che l&#8217;impresa \u00e8 centrale per creare sviluppo. Dai dati emerge in generale un dato incoraggiante: dal 2015 le regioni meridionali hanno conosciuto una crescita maggiore della media nazionale e le anticipazioni confermano una crescita moderata che dovrebbe proseguire anche per tutto il 2018.<\/p><p>Anche i dati Svimez hanno rilevato un discreto andamento dell&#8217;economia del Sud che, nel 2017 con un pi\u00f9 1% \u00e8 andata persino meglio di quella del Nord, grazie sopratutto agli investimenti privati, anche se gli investimenti pubblici hanno toccato nel 2016 un nuovo minimo degli ultimi quindici anni, passando da 15 a 13 miliardi, oltre 11 miliardi in meno del 2002. Ma Invitalia ha sostenuto grandi investimenti e promosso la collaborazione tra le imprese con un incentivo ad hoc: i contratti di sviluppo che hanno attivato investimenti per oltre 3,6 miliardi di euro di cui quasi il 40% promossi da investitori stranieri. Questo conferma inoltre che il Sud \u00e8 attrattivo.<\/p><p>Per riassumere: \u00e8 aumentato il numero delle imprese attive e quello delle start-up innovative; \u00e8 cresciuto il fatturato delle aziende, quello di medie dimensioni ed anche quello delle piccole imprese; si \u00e8 incrementato l&#8217;export delle imprese manifatturiere di diversi settori. \u00abE l&#8217;aspetto pi\u00f9 nuovo e sorprendente &#8211; ha dichiarato Giorgio La Malfa, presentando il settimo Rapporto su \u201cle imprese industriali del Mezzogiorno 2008 \u2013 2016\u201d \u00e8 che le medie imprese del Sud presentano la stessa competitivit\u00e0 di quelle del \u201cquarto capitalismo\u201d: sono efficienti, danno buoni risultati.\u00bb Perci\u00f2 \u00abrisulta falsa la tesi che nel Mezzogiorno non si pu\u00f2 fare impresa.\u00bb. Anzi \u00e8 la prova che esiste un altro Sud dove in Campania, Puglia, Basilicata ed in Abruzzo sono nati piccoli e medi imprenditori di grande eccellenza come dimostra anche la classifica l&#8217;Economia \u2013 Italy post che ne ha censite 37 del Mezzogiorno su 500 del resto d&#8217;Italia che rappresentano i campioni del Sud che innovano, crescono, guadagnano, creano occupazione e nuovo sviluppo esattamente quanto i campioni del Nord e che tra il 2010 e il 2016 hanno quintuplicato il loro giro d&#8217;affari (le campane L&#8217;aromatika, Shedir Pharma, Essemoda, le abruzzesi Susta e Smape, la salernitana Genetic).<\/p><p>A fronte per\u00f2 di questa situazione abbastanza incoraggiante, la domanda di credito continua ad essere del tutto insufficiente e si stima che per tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno almeno 10 anni, per cui molte delle nostre imprese, colpite dalla crisi, rischiano ancora oggi di morire.<\/p><p>Cosi come la disoccupazione, (21 per cento) resta alta ed elevatissima quella giovanile: (56,3%), il doppio rispetto al Centro Nord. I giovani che non studiano e non lavorano sono 1 milione e 800mila al Sud, pi\u00f9 di met\u00e0 del dato nazionale. E&#8217; questa una bomba ad orologeria per quanto riguarda la tenuta sociale. Inoltre il numero delle famiglie in \u201cpovert\u00e0 assoluta\u201d, quello dei Comuni del Sud falliti negli ultimi cinque anni (oltre 400 su un totale di 556) e la ripresa dei flussi migratori dal Sud verso l&#8217;estero restano preoccupanti: torna ad ampliarsi il divario tra chi prende la residenza al Sud e chi lo abbandona, con un saldo negativo di oltre 62 mila unit\u00e0.<\/p><p>Al Nord, ha rilevato l&#8217;Istat nel 2016 il reddito medio di un lavoratore dipendente \u00e8 stato di circa 24.400 euro contro i 16.100 euro di un lavoratore del Mezzogiorno.<\/p><p>Per questo il Sud continuer\u00e0 a spopolarsi e a invecchiare. \u00abNegli ultimi 15 anni &#8211; si legge nel Rapporto Svimez &#8211; la popolazione meridionale, al netto degli stranieri, \u00e8 diminuita di 393 mila unit\u00e0, mentre \u00e8 aumentata di 274 mila nel Nord. Nello stesso periodo sono emigrati dal Sud 1,7 milioni di persone, a fronte di un milione di rientri, con una perdita netta di 716 mila: nel 72,4% dei casi sono giovani entro i 34 anni, 198 mila sono laureati\u00bb. Il Sud, osserva Svimez, \u00abnon \u00e8 pi\u00f9 un\u2019area giovane, n\u00e9 tanto meno il serbatoio di nascite del resto d\u2019Italia\u00bb.<\/p><p>Questo avviene anche perch\u00e9 al Sud la qualit\u00e0 della vita \u00e8 la peggiore del resto d&#8217;Italia: delle provincie italiane primeggia Aosta, seguita da Milano, Trento, Belluno e Sondrio, mentre all&#8217;ultimo posto va Vibo Valentia, preceduta da Reggio Calabria, Caserta, Napoli e Crotone. I calabresi vivono con mille euro al mese contro i quasi duemila dei lombardi. La ricchezza prodotta da Milano e il suo hinterland, con un valore aggiunto per abitante di 45 mila euro, \u00e8 il triplo di quella di Vibo Valentia che si ferma a 13 mila euro.<\/p><p>Tanto per fare un esempio, nei vari servizi l&#8217;amministrazione giudiziaria \u00e8 peggiore al Sud. Anche per quanto riguarda la giustizia, infatti, sono concentrate nel Sud Italia le aree pi\u00f9 litigiose: secondo l\u2019elaborazione del Sole 24 Ore sui dati del ministero della Giustizia, dopo Catanzaro e Reggio Calabria c\u2019\u00e8 Foggia, seguita da Salerno. E se Roma, \u00e8 al quinto posto, il primo ufficio giudiziario del Nord \u00e8 alla 17esima posizione, occupata da Milano, dove le cause per mille abitanti sono meno di 14. In fondo ci sono: Belluno; Sondrio e Lecco. Il maggior numero di ricorsi in Sud Italia dipende proprio dal livello qualitativo della societ\u00e0 e delle amministrazioni: tutti i disservizi in genere portano contenzioso.<\/p><p>Per tutti questi motivi il Sud resta una polveriera, che trova le sue ragioni pi\u00f9 profonde nell&#8217;immobilismo, nella sciatteria, nell&#8217;ingordigia di classi dirigenti e nella burocrazia che non riescono a realizzare gli indispensabili progetti di sviluppo e ammodernamento del Paese, anche quando i fondi ci sono. La \u201crabbia\u201d infatti, degli abitanti meridionali, secondo il Rapporto Swg, al Sud \u00e8 quasi dieci punti superiore alla media nazionale (dal 39% del dato medio al 48% nelle regioni del Mezzogiorno) e c&#8217;\u00e8 voglia di cambiare tutto. La crisi economica, occupazionale e sociale, il vuoto di prospettive, incanala le persone verso posizioni politiche radicalizzate con proposte di grande mutamento. Cresce (specie tra i giovani) una presa di coscienza politica, che sfocia nell&#8217;identificazione del nuovo, come prodotto della sintesi di cambiamento e onest\u00e0. La conferma di questo stato d&#8217;animo \u00e8 venuta dai risultati delle ultime elezioni politiche.<\/p><p>Di fatto il divario tra le due Italia continua a crescere. Lo Svimez prevede che nel 2018 il Sud crescer\u00e0 meno del Centro Nord: 0,9% contro 1,2. Aumentano le distanze anche con l\u2019Europa: \u00abNel quindicennio 2001-2016 la caduta del Pil cumulato al Sud \u00e8 stata del 7,2%, a fronte di una crescita del 23,2% nell\u2019Ue a 28\u00bb.<\/p><p>Di fronte a criticit\u00e0 di questa portata, disse Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria. \u00abNon possiamo parlare di giovani senza fare niente, basta con le chiacchiere servono i fatti\u00bb. Occorre \u00abun grande piano di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro\u00bb, azzerando il cuneo fiscale per tre anni per gli assunti a tempo indeterminato. In tal modo \u00absi migliora la competitivit\u00e0 delle imprese, si aumenta l\u2019occupazione, si attiva la domanda, perch\u00e9 si d\u00e0 un progetto di vita ai giovani, con un grande effetto psicologico di fiducia\u00bb.<\/p><p>Il decreto attuativo per lo sviluppo del Mezzogiorno, apparso in Gazzetta del 5 dicembre 2017,che prevede l\u2019incentivo \u00abResto al Sud\u00bb per i nuovi imprenditori under 36 con finanziamenti fino a 50mila euro, di cui il 35%\u2009a fondo perduto e la creazione delle Zes, le Zone economiche speciali, a burocrazia zero e con agevolazioni fiscali aggiuntive rispetto al regime ordinario del credito d&#8217;imposta al Sud, rappresenta solo un primo passo perch\u00e9 ci sia all&#8217;orizzonte \u201cun nuovo progetto di vita\u201d per i giovani, anche se a pochi mesi dell&#8217;apertura dello sportello \u2013 dobbiamo riconoscerlo \u2013 \u00e8 gi\u00e0 un successo con oltre 2.031 progetti presentati, per 134 milioni di euro e 7.500 nuovi posti di lavoro.<\/p><p>Eppure non sono i soldi che mancano, perch\u00e9 per il periodo 2014-2020 ben 73,67 miliardi di euro tra fondi europei e nazionali sono stati stanziati per interventi infrastrutturali, di manutenzione e di messa in sicurezza dei territori del Mezzogiorno. Ma \u00e8 la capacit\u00e0 di spenderli che manca, come dimostrano le tabelle riportate di seguito.<\/p><p>Eppure i recenti cambiamenti climatici e i fenomeni naturali anche calamitosi, che purtroppo ciclicamente colpiscono il nostro fragile territorio fanno emergere con forza la necessit\u00e0 di dare efficacia a un piano di manutenzione del territorio con reti idriche, stradali, ferroviarie. Le alluvioni, le frane, il caldo, la siccit\u00e0 ed i terremoti che hanno colpito il nostro Paese si sarebbero potuti affrontare meglio se si fosse iniziato per tempo a fare sul serio e non pensare a mance elettorali.<\/p><p>Bisogna essere consapevoli che al Sud si gioca la vera partita per l&#8217;Italia intera, in quanto anche l&#8217;avvenire del Centro-Nord dipende dalla possibilit\u00e0 che le regioni del Sud riescano a farcela.<\/p><p><em><strong>Riccardo Pedrizzi<\/strong><\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 non si \u00e8 chiuso del tutto negativamente per il Mezzogiorno d&#8217;Italia e per il secondo anno consecutivo i dati arrivati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-165","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":169,"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/165\/revisions\/169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.interventonellasocieta.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}